Telerilevamento e Realtà Virtuale: il paesaggio archeologico di Aksum (Etiopia)
 


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Ricostruzione del paesaggio e del contesto archeologico in ambiente OpenGL, per applicazioni Desktop


Fotomosaico aereo (3 mt.) - SPOT (20 mt.) - LANDSAT (30 mt.)

Aksum (14°8’N. 38°43’E) è stata la capitale di un regno potente che dominò il Mar Rosso meridionale nel I millennio d.C. Attualmente è una delle più importanti aree archeologiche in Etiopia ed è inclusa nella ‘Lista del Patrimonio Mondiale’ dell’UNESCO.
L’indagine di Aksum e del suo territorio è particolarmente importante per comprendere il processo di formazione dello stato in Etiopia e nell’Africa nordorientale e per ricostruire il processo di degrado ambientale sull’altopiano del Tigri.
Il progetto di ricerca ha lo scopo di ricostruire il paesaggio archeologico di Aksum attraverso applicazioni GIS e di telerilevamento, finalizzando la visualizzazione ad un sistema di Realtà Virtuale di tipo Desktop (DVR), cioè “da scrivania”.

Il progetto ha avuto notevoli riscontri internazionali (fra cui il workshop bilaterale Italia-USA co-organizzato dal CNR, dalla NASA e dall’Università di Boston).
L'applicazione di realtà virtuale con la ricostruzione del paesaggio archeologico di Aksumè stata selezionata per essere presentata ed esibita alla conferenza e mostra nazionale di MondoGis (22-24 Maggio 2002, Palazzo dei Congressi, EUR, Roma).


Attraverso la combinazione di più attività (telerilevamento, fotointerpretazione, ricognizioni di superficie, prospezioni geomorfologiche, analisi di carte storiche e tradizioni orali e scritte, dati paleoambientali) sono state identificate alcune centinaia di possibili strutture rettilinee e circolari, per lo più antiche. Grazie alla classificazione multispettrale da satellite si sono ottenute una serie di mappe tematiche: classificazione della geomorfologia, dell’uso del suolo, delle aree umide, della vegetazione, delle tipologie di terreno associate ai siti archeologici principali.
Si è giunti prima alla costruzione di una cartografia locale, (quasi inesistente ad una scala accettabile), poi ad una proposta interpretativa e ricostruttiva del paesaggio virtuale.


 



Il progetto di ricerca coinvolge il CNR, Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali di Roma, (Virtual Heritage Lab),
l'Istituto Universitario Orientale di Napoli,
il Cineca,
l'Università di Padova,
la Boston University.
Il progetto è finanziato dal
Consiglio Nazionale delle Ricerche – Agenzia 2000.

AUTORI:
Direzione scientifica del progetto di ricostruzione virtuale :M. Forte (CNR-ITABC);
Direzione archeologica della missione: K. Bard (Università di Boston) R.Fattovich (IUO);
Elaborazioni GIS, GPS e telerilevamento: B. Trabassi, Maurizio Forte (CNR-ITABC);
Modelli 3D: C. Perlingieri, R.Perlingeri (IUO);
Modellazione virtuale del paesaggio e comportamenti tridimensionali
S.J.Kay (CNR-ITABC), E. Pietroni, C.Rufa (ARACNET)


DATA DI AVVIO:

dicembre 2001

PAROLE CHIAVE:
telerilevamento, ricognizioni
di superficie, analisi di carte storiche e di tradizioni culturali, costruzione della prima cartografia locale, ricostruzione in 3D del paesaggio archeologico ad alta risoluzione grafica; software proprietario di realtà virtuale in OpenGL; visualizzazione immersiva, realtà incrementata.

LOCALITA' DI SVILUPPO:
Italia, Roma

 

Visualizzazione 3D del DEM (Digital Elevation Model), creato con la stazione
totale laser (area degli scavi)


I sistemi DeskTop Virtual Reality e la percezione del paesaggio

Mindscape (Mind-mente, landscape-paesaggio) definisce la possibilità di leggere il paesaggio
attraverso rappresentazioni cognitive, cioè vedere il paesaggio attraverso la mente: ecco che lo spazio diventa luogo, racconto, mito, narrazione, simbolo, emozione; ecco che dal caos arriviamo a leggere un paesaggio culturale.
Pur riconoscendo la grande importanza delle tecniche di analisi e simulazione spaziale riteniamo che il migliore ambiente di sviluppo percettivo-cognitivo per la rappresentazione e classificazione del paesaggio siano i sistemi di realtà virtuale. Le tecnologie di realtà virtuale sono infatti le uniche a permettere una vera e propria integrazione di processi psico-percettivi ad alto livello di alfabetizzazione, con straordinarie ricadute dal punto di vista psico-cognitivo.
La realtà virtuale può quindi costituire la “mappa” del territorio ovvero la cartografia digitale del paesaggio storico e archeologico. La facoltà di analizzare così in dettaglio dati archeologici georeferenziati offre grandi potenzialità di ricerca, anche nella direzione cruciale della conoscenza dello spazio antico: la ricostruzione del paesaggio attraverso mappe mentali.
E cioè: come si viveva, si vedeva, si immaginava lo spazio, il paesaggio in antico?


La costruzione del modello generale è stata effettuata con Terravista


La visualizzazione del modello e l'interazione sono sviluppati con software proprietario
che utilizza le librerie VTree (CG2) in ambiente OpenGL


La visualizzazione del modello con la Vision Station della Elumens.

 

 

 

 

 

 

 




Grazie alla collaborazione con la società americana Elumens, in occasione di questo evento, sarà possibile visualizzare il paesaggio archeologico attraverso un sistema immersivo stereoscopico a forma di cupola, sufficientemente piccolo da essere facilmente trasportabile, ma anche sufficientemente grande da ospitare più di un utente. La visualizzazione di un paesaggio archeologico mediante sistemi di realtà virtuale offre nuove risposte alla ricerca scientifica e, grazie a un diverso impatto percettivo e cognitivo, pone anche nuove domande per l’archeologia spaziale.

Vai al filmato della navigazione nel Paesaggio di Aksum con la Vision Station
(riprese effettuate in occasione dell'esposizione alla mostra di MondoGIS, presso il Pal. dei Congressi a Roma, nell'autunno 2002).

Windows MediaPlayer 9 o superiore.


Webmaster: Eva Pietroni