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BENI CULTURALI: RICERCA E COMUNICAZIONE

La collaborazione di Aracnet con la sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione e con L’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR ,  ha consentito di approfondire in modo efficace i criteri e le modalità con cui le tecnologie informatiche possono potenziare la ricerca, la comunicazione e l’apprendimento nel settore dei beni culturali e nel settore museale. 
I beni culturali che osserviamo dentro i musei, sono in gran parte frammentari, dispersi, decontestualizzati, ordinati secondo criteri ad indice (per cronologia, tipologia, scuola) che sono del tutto estranei al loro significato più intrinseco. Questa condizione favorisce, anche nella fruizione, un'organizzazone analitica e classificatoria delle conoscenze, che privilegia gli aspetti formali degli oggetti esposti rispetto a quelli tematici e narrativi, compromettendo una reale comprensione del modo di vivere, di pensare e dell'immaginario delle culture che li hanno prodotti.

E' quindi necessario costruire una nuova grammatica comunicativa e visuale, che renda il museo un luogo di narrazione e stimoli l’utente, alfabetizzandolo, ad una nuova esperienza emotiva e conoscitiva.
L’impatto fra tecnologie multimediali interattive e beni culturali è fra i più felici, anche in ragione della corrispondenza delle forme comunicative che essi offrono, essendo entrambe a base visiva.
Questa nuova grammatica cognitiva si può quindi ottenere integrando gli strumenti digitali di comunicazione visuale, (multimediali e realtà virtuale), a fonti sonore di vario tipo che possano suggerire contenuti narrativi, suggestioni, percorsi. Questi elementi, aggiunti ai supporti didattico-espositivi e alla segnaletica, sono in grado di offrire un sistema interattivo integrato e al contempo strutturato su più livelli di apprendimento.
Le le tecnologie informatiche di simulazione ci consentano di rendere le opere di nuovo  leggibili, di ricreare i legami contestuali, i nessi tematici e le intenzioni comunicative per cui sono state create.
I vantaggi sono molteplici: la comunicazione e la comprensione avvengono in modo percettivo ed esperenziale, attraverso un linguaggio fatto di immagini, suoni, animazioni, ricostruzioni grafiche, filmati, risultando incomparabilmente più immediato rispetto ai tradizionali supporti testuali. Inoltre, potendo operare in modo virtuale sugli oggetti, è possibile trattarli in modo del tutto flessibile, reintegrandoli e ricontestualizzandoli a piacimento, abbattendo i vincoli che sia le necessità di preservazione e conservazione dell’oggetto reale, sia le strutture espositive, inevitabilmente pongono.


Museo archeologico di Castiglion Fiorentino (AR)

FORMATI DI COMUNICAZIONE:


La scelta dei formati comunicativi, delle modalità dell’interazione, dei media da privilegiare e quindi delle soluzioni tecnologiche da adottare, si diversifica a seconda della collocazione delle postazioni multimediali rispetto ai percorsi di visita, all’interno degli spazi del museo.
Idealmente un sistema comunicativo si articola in due livelli principali.



I livello: comunicazione breve in presenza delle opere

Postazioni mutimediali contenenti frammenti di comunicazione breve a bassa interattività, incentrati su informazioni che sono strettamente e inscindibilmente relazionate con gli oggetti esposti. Tali postazioni vengono collocate lungo il percorso di visita, una o più per sala, (secondo la necessità e la varietà di oggetti esposti in ciascun ambiente), nelle immediate vicinanze delle opere.
Il basso livello di interattività e la brevità dei singoli multimediali sono prerogative essenziali allo scorrimento del flusso dei visitatori; per ovviare a questo limite, la strategia è quella di moltiplicare le postazioni suddividendo il contenuto ed organizzandolo in più unità autonome, in modo da favorire la dispersione dei visitatori in diversi luoghi simultaneamente.



II livello: approfondimenti dei contenuti discosti da ipercorsi di visita

Postazioni ad elevata interattività e ad alta concentrazione di contenuti, destinate ad una sala didattica o centro di documentazione (discoste dai flussi principali di percorrenza) con approfondimenti tematici ed opzioni di ricerca. È funzionale ad un ulteriore approfondimento delle tematiche affrontate nel corso della visita delle sale museali, per un pubblico più curioso o più esperto.

Tipicamente si possono si possono prevedere:
> un'applicazione di realtà virtuale (contesto tridimensionale esplorabile in tempo reale dall'utente) con la ricostruzione di un territorio o di un monumento.
> una postazione multimediale basata su tecnologia filmica, ad es. la tecnologia del DVD Video, caratterizzata da una interattività medio-alta.
> una postazione multimediale di approfondimento dei contenuti, caratterizzata da media di varia natura e da una complessa interattività, (con database, opzioni di ricerca).
> postazioni connesse ad Internet per la consultazione di contenuti nel Web che abbiano una rilevanza rispetto ai contenuti del museo.

 


Modello 3D della sala multimediale dedicata alla musealizzazione virtuale della
Cappella degli Scrovegni, a Padova

 

 

Esperienze nel settore museale

> Realizzazione della postazione multimediale interattiva La pittura murale negli anni trenta a Roma,  realizzata nell’ambito della mostra “Roma 1918-1943”, tenutasi al Chiostro del Bramante di S. Maria della Pace a Roma nell’aprile-luglio 1998. 

> Realizzazione del CdRom
della mostra
multimediale Napoleone a Marengo:
dal mito alla storia
dedicata alla Seconda Campagna d’Italia
e la Battaglia di Marengo, organizzata ad Alessandria nel giugno-settembre 2000
. Nell’ambito della mostra Aracnet ha anche realizzato parte della computer grafica impiegata nella comunicazione dei contenuti lungo i percorsi

> Realizzazione del sistema comunicativo presso il Museo Civico Archeologico di Castiglion Fiorentino (AR), che prevede la dislocazione di 8 postazioni multimediali, collocate nelle varie sale, con frammenti di comunicazione breve in prossimità delle opere esposte. 

> Realizzazione della postazione multimediale interattiva
Apriamo gli armadi degli scheletri. Laboratorio virtuale per la conoscenza delle strutture scheletriche
,
presso il Museo Civico di Zoologia di Roma.



> Musealizzazione virtuale della Cappella degli Scrovegni,
in un nuovo centro multimediale ubicato a Padova, presso il Museo degli Eremitani. Si tratta di percorso coscitivo
costitutito da
7 tappe utili alla conoscednza degli affrechi della Cappella e
del contesto storico-artistico in cui Giotto ha operato.
Il percorso è costituito da postazioni multimediali, realtà virtuale, filmati interattivi, ambientazioni fisicamente
ricostruite. Il progetto è stato promosso dal Comune di Padova grazie ad un finanziamento della Wiegand Foundation, in collaborazione con Archè di Bologna.

> Progetto di comunicazione museale per il Museo Archeologico Regionale di Agrigento e della Valle dei Templi, in collaborazione con l'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR (Maurizio Forte).

















Webmaster: Eva Pietroni