La rinascita della pittura murale negli anni trenta
 


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Nel 1920-40 si afferma in Italia un orientamento culturale che segna il superamento dell'estetica individualista delle avanguardie di inizio secolo ed attribuisce all'arte una funzione sociale di comunicazione e di educazione collettiva. In particolare è stato teorizzato nel 1933 l'impiego della pittura murale, la cui forza comunicativa è ritenuta funzionale ad alimentare il consenso popolare intorno al regime ma riesce anche ad interpretare le aspirazioni delle tendenze culturali più vive della nazione.
Malgrado l'enorme rilevanza di questo patrimonio, sia sotto il profilo
quantitativo (sono circa mezzo ettaro le pitture murali ancora esistenti) sia sotto quello qualitativo ( ne sono autori molti dei più importanti artisti italiani dell'epoca), questo periodo dell'arte italiana è stato finora pochissimo documentato a livello di studi critici, di documentazione visiva e di conoscenza del materiale teorico-programmatico: subito dopo la caduta del fascismo infatti la maggior parte delle realizzazioni di regime sono state investite da una generalizzata operazione di damnatio storica e quindi fatte oggetto di occultamenti, censure ed atti vandalici.

Nell'ambito del Progetto Finalizzato per i Beni Culturali del CNR (Sottoprogetto 5.3 Sistemi Museali) la sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie ha affidato ad Aracnet la realizzazione di un Cd Rom con il proposito di creare un "museo virtuale" delle pitture murali realizzate in Italia negli anni trenta, affrontando una approfondita ricerca storico-artistica sul dibattito e sulla politica culturale negli anni del fascismo.

Il progetto è naturalmente tuttora aperto, tuttavia speriamo di aver almeno stabilito i presupposti per una corretta comprensione, da parte del pubblico, ed una adeguata politica di conservazione, da parte delle amministrazioni, verso un patrimonio culturale di grande rilievo storico-artistico.

 

SEZIONI PRINCIPALI DEL MUSEO VIRTUALE:

 

 


AUTORI:

Testi critici:
Eva Pietroni (Aracnet).
Hanno collaborato esperti di varie discipline: Cecilia Bernardini (restauratrice), Maria Grazia Castellano (Istituto Centrale del Restauro), Simonetta Lux (Università La Sapienza di Roma), Luigi Prisco (Centro Regionale per la Documentazione dei Beni Culturali della Regione Lazio) e l'arch. Francesca Pronti, Lucia Morganti e Valentina White (storiche dell'arte e restauratrici).


Ricerca iconografica:
Eva Pietroni.
Realizzazione grafica:
Eva Pietroni.

Documentazione fotografica:

Claudio Rufa, Eva Pietroni (Aracnet).

Commento musicale:
Claudio Rufa (Aracnet).

Software:
Caludio Rufa (Aracnet).

DATA REALIZZAZIONE:
1998

LOCALITA' DI SVILUPPO:
Italia, Roma



Gli orientamenti artistici

Architettura fra le due guerre
La scena internazionale
Arte e ideologia
Galleria delle pitture
Tecniche della pittura murale
Pitture murali a Roma
 



Gli orientamenti artistici



L'esperimento murale risulta interessante sotto il profilo storico, ideologico e artistico: esso rappresenta per due decenni un'occasione di convergenza delle principali tendenze artistiche del momento, molte delle quali erano state protagoniste delle avanguardie europee del primo novecento e che ora, pur nella reciproca differenziazione, condividono la speranza di poter coniugare l'energia rivoluzionaria del fascismo in ascesa con un loro inserimento nella contemporanea ricerca europea. Così si spiega anche la febbrile attività teorica di molti artisti, impegnati a scrivere sulle riviste dell'epoca manifesti e articoli programmatici a favore della pittura murale.
Dopo il 1936 questa diffusa speranza di rinnovamento verrà inesorabilmente negata dalla chiusura reazionaria del regime.
Per comprendere la continuità con cui avviene questo processo culturale, abbiamo dedicato alcune sezioni preliminari alle principali tendenze artistiche italiane degli anni '20 (Valori Plastici, il gruppo dei futuristi, il Novecento Italiano, i fautori del realismo magico) che hanno preparato con le loro teorizzazioni e le loro realizzazioni la successiva stagione della pittura murale.



Architettura italiana fra le due guerre



Dal momento che uno dei temi più dibattuti negli anni '30 è stato quello di una
armonica integrazione fra l'architettura moderna e la pittura murale, abbiamo ritenuto opportuno offrire da un lato una panoramica generale sugli orientamenti architettonici di quegli anni e dall'altro corredare lo studio delle singole pitture murali con una serie di notizie sugli edifici che le accolgono, risalenti allo stesso periodo.




La scena internazionale e i precedenti della murale


Una sezione del lavoro è dedicata alla riproposizione più o meno coeva della pittura murale anche da parte di alcuni orientamenti ideologici e culturali internazionali (rivoluzione messicana del 1910, Bauhaus, arte sovietica, ecc) che parallelamente a quanto accaduto in Italia seppure spesso con segno rovesciato, ricorrono alla pittura murale come strumento di comunicazione collettiva.

 

Arte e ideologia


La sezione dedicata al tema arte e ideologia introduce alcune problematiche fondamentali sulla politica culturale del fascismo, ripercorrendo le scelte adottate in occasione della prima esposizione pubblica di regime, la Mostra della Rivoluzione Fascista del 1932.
(sezione curata da Simonetta Lux, ordinario di Storia dell'Arte Contemporanea alla Sapienza, che è stata tra le prime studiose in Italia ad occuparsi di arte e ideologia negli anni del fascismo e del dibattito sulla pittura murale).

 

Galleria delle pitture


Da una prima serie di ricerche risulta che le pitture murali documentabili in Italia dall'inizio degli anni '20 allo scoppio della II guerra mondiale sono circa 180; di queste poco più di un centinaio risultano ancora esistenti, per una superficie complessiva di 4800 mq, delle restanti una sessantina sono andate distrutte (2880 mq circa), e le altre sono state progettate ma non realizzate (960 mq circa). I poli di maggiore concentrazione sono Roma e Milano dove, più che altrove, si svolgevano le manifestazioni e risiedevano gli apparati di rappresentanza del regime, ma una folta schiera di artisti ha operato in tutta Italia decorando le pareti di edifici pubblici e di ambienti privati: municipi, accademie, stazioni, palazzi di giustizia, banche, università, cliniche, Case Madri dei Mutilati, musei, chiese, ex sedi GIL, ex ONB, case, castelli.

In questo museo virtuale abbiamo avviato un archivio ragionato delle pitture murali documentabili in Italia tra le due guerre, con un motore di ricerca per autore, opera, anno, città, tecnica esecutiva .

Tecniche esecutive della pittura murale


Un altro degli aspetti emergenti nel dibattito sulla pittura murale consiste nella varietà delle proposte tecniche: le potenzialità offerte dalla tecnologia moderna, dall'industria e dai materiali di nuova produzione inducono molti artisti a sperimentare inediti procedimenti pittorici nelle loro imprese murali che talvolta producono effetti imprevisti o fallimentari. I contributi di maggiore audacia tecnica sono programmaticamente proposti dai futuristi nella decorazione di ambienti e nelle cosiddette "plastiche murali".
Accanto a tale orientamento si sviluppa anche lo studio delle tradizionali tecniche del passato: il mosaico, l'affresco e l'encausto.
(sezione curata da Maria Grazia Castellano, restauratrice dell'Istituto Centrale del Restauro, esperta di restauro di opere d'arte contemporanea).

 

 

 

Pitture murali a Roma


Le pitture murali oggetto di uno studio più analitico e particolareggiato appartengono al contesto romano; in tal senso il Cd Rom rappresenta la prima parte, anche se sostanziale, di una ricerca che andrà in seguito estesa a livello nazionale.
Le opere romane studiate sono:

- i complessi cicli murali e musivi al Foro Italico di A. Canevari, G. Severini, G. Rosso, Capizzano, L. Montanarini, presso il Palazzo delle Terme, il palazzo dell'Accademia, piazza Imperiale;

-L'Italia Fra le Arti e le Scienze di Mario Sironi nell'Aula Magna del Rettorato alla Città Universitaria;

- le Scene del Sacrificio e della Vendemmia di Funi nella Sala del Comitato e le decorazioni di A. Bartoli nella Sala del Presidente presso la sede centrale della BNL;

- La corsa dei Barberi di Corrado Cagli all'Accademia Nazionale di Danza;

- Il carnevale romano di Orfeo Tamburi all'Anagrafe;

- il ciclo degli scienziati e degli inventori di Antonio Achilli presso la sede centrale del CNR;

- le scene della I guerra mondiale e delle guerre d'Africa e di Spagna di C. E. Oppo e Antonio Santagata alla Casa Madre dei Mutilati;

- i monumentali cicli murali dell'EUR (La fondazione di Roma di Giorgio Quaroni al Palazzo dell'Ente; Tutte le strade conducono a Roma di Achille Funi al Palazzo dei Congressi, i cicli decorativi di autori vari ai Musei delle Arti e Tradizioni Popolari e delle Scienze, fra cui i monumentali mosaici esterni di Enrico Prampolini e Fortunato Depero, raffiguranti rispettivamente Le Corporazioni e Le Professioni).


Di ciascuna di queste opere abbiamo effettuato una minuziosa documentazione fotografica a colori in grande formato, mentre l'apparato storico-critico prevede un'individuazione iconografica, un'analisi stilistica, il profilo biografico dell'autore, una descrizione della tecnica esecutiva, eventuali successive ridipinture e interventi di restauro, documenti d'archivio che attestino i rapporti fra l'artista e la committenza, articoli, manifesti programmatici e scritti teorici degli artisti.

Per quanto riguarda invece le pitture distrutte abbiamo tratto le documentazioni fotografiche in bianco e nero dalle riviste di critica letteraria e artistica degli anni trenta.

 












 


 



 


A. Canevari: Storia dell'impero romano, Aula Magna dell'Accademia, Foro Italico.


L'Italia Fra le Arti e le Scienze di M. Sironi all'Aula Magna del Rettorato (Univ.La Sapienza) il giorno dell'inaugurazione nel 1935.


C. Caglii: La Corsa dei Barberi, Accademia
Nazionale di Danza.


G. Quaroni: La fondazione di Roma,
Pal. dell'Ente Eur.


Achille Funi: Tutte le strade conducono a Roma,
Pal. dei Congressi, Eur


Webmaster: Eva Pietroni