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Ricostruzione del contesto archeologico in ambiente OpenGL, per applicazioni
Desktop


Il
modello della Casa dei Vettii a Pompei è stato acquisito attraverso
una stazione laser totale e scanner laser 3D (Minolta e Cyrax). E' stato
inoltre realizzato un orto-fotomosaico per la texturizzazione del modello
geometrico.
Il contesto 3D in OpenGL rappresenta l'interfaccia principale in cui la
maggior parte dei dati del sistema informativo sono fruibili in modo integrato
e possono essere combinati secondo molteplici livelli gerarchici e tematici.
L'utente
può selezionare, fra vari contesti 3D disponibili, quello che in
quel momento gli è più utile
ai fini dell'interpretazione del significato: il modello totale della
casa (150.000 poligoni), o un ambiente in particolare, descritto con un
elevatissimo dettaglio grafico (in media 75.000 poligoni).
Di ciascun contesto 3d si può scegliere di visualizzare solo alcune
tipologie di elementi architettonici, smontando analiticamente il modello
e poi rimontandolo per incrementarne il
potenziale cognitivo. Per potenziare ulteriormente questo processo di
interpretazione razionale dei dati nello spazio sono previsti strumenti
di controllo (un set di luci) e di misura (misura lineare, superficiale
e volumetrica) che l'utente può gestire a piacimento in tempo reale.
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AUTORI:
Istituto delle Tecnologie Applicate ai Beni Culturali
del CNR di Roma, Istituto Centrale del Restauro,
Aracnet,
Treerre
DATA
DI AVVIO:
settembre 2001
PAROLE
CHIAVE:
3D in tempo reale; alta risoluzione grafica; scanning laser 3D; orto-fotomosaicatura
del modello; software proprietario; OpenGL; database visuale; realtà
incrementata.
LOCALITA
DI SVILUPPO:
Italia, Roma
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Inoltre
una gran parte di approfondimenti tematici ( ad es. tipologie
di degrado e loro diffusione sul monumento) possono essere visualizzati
cambiando in tempo reale le mappature del modello tridimensionale
oppure visualizzando dati vettoriali come ulteriori layers applicati
alla geometria del modello in aggiunta alle mappature raster
principali.
Ai
dati spaziali possono aggiungersi altri dati di tipo multimediale
(filmati, fotografie, materiali d'archivio, schede, testi scritti
o parlati, ecc) visualizzati in apposite finestre sovrapposte
al contesto OpenGL senza tuttavia disattivarlo, per cui l'utente
può porre continuamente in relazione questi approfondimenti
con il contesto spaziale tridimensionale.
Estremamante importante è la possibilità di creare
un collegamento fra contesto 3D e database con un reciproco
scambio di dati, ad es. si può visualizzare il risultato
di una query sul modello 3D e, viceversa, accedere dal contesto
3D ad una tabella del database.
Quello che si ottiene è un complesso sistema informativo
in cui tutti i dati si integrano in senso anche multidisciplinare.

Riteniamo
che questa metodologia, basata sulle potenzialità delle
librerie grafiche OpenGL e su un'infrastruttura in C++, abbia
l'enorme vantaggio di giustapporre al necessario momento analitico
di scomposizione e di parcellizzazione delle conoscenze relative
ad un bene culturale, un altrettanto inevitabile momento di
sintesi interpretativa in cui tutti i dati scaturiti dall'analisi
possano essere ritradotti in un contesto esperibile e quindi
in una mappa mentale organizzata.
Per lo stesso motivo pensiamo che questa metodologia di lavoro,
peraltro molto flessibile nel poter essere adattata a varie
tipologie di contenuti, possa sia aiutare studiosi ed operatori
a gestire moli
di dati spesso ingenti ed estremamente vari, sia essere efficacemente
impiegata nella formazione
e nella didattica legate ai beni culturali, sia infine avvicinare
il pubblico ad una comprensione critica e stratificata del bene
culturale, rendendolo più facilmente consapevole delle
problematiche interpretative e della sua trasformazione nel
tempo.
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